Zona Gialla in Lombardia: la Tobagi scende in campo

La zona gialla in Lombardia si è fatta sentire, da subito. Si è fatta sentire a Milano, con le vie dello shopping che scoppiavano di giorno e quelle della movida che scoppiavano di notte, ben oltre i limiti del coprifuoco. Ma la zona gialla si è fatta sentire anche a Sesto, nel polo di Mediazione Linguistica della Statale. Non solo col ritorno degli studenti, non solo coi pranzi sui tavolini e non solo con qualche aperitivo.

Mercoledì scorso è andato in scena il primo incontro triangolare di calcetto tra gli allievi della Walter Tobagi. Una fatica non da poco, considerando che lo sport è vietato da più di sei mesi. E la mancanza di allenamento sì è fatta sentire.

 

Immaginate 15 ventenni che corrono su e giù per il campo accasciarsi sull’erba sintetica, esausti, dopo 10 minuti. Immaginateli lumacheggiare sulla fascia, fermarsi a bordo campo per cercare di riprendere fiato, come nonnini sessantenni, che fumano nazionali d’esportazione, rigorosamente senza filtro dalle elementari. Immaginateli, poi, tentare di coordinarsi, impostare tiri, evitare scontri con successi alterni. Immaginate che l’unico uomo a terra, a fine incontro, è l’unica donna scesa in campo. Segno evidente che, nonostante le nuove generazioni siano sempre più sensibili alle questioni di genere, soprattutto nella scelta del linguaggio, nei fatti resta ancora molto da fare.

E infine immaginate il sottoscritto, che passati i trenta mai si sognerebbe di scendere in campo dopo mesi di inattività, senza fare stretching, peraltro. Immaginatelo conversare con le sue ginocchia scricchiolanti e grate, mentre cerca di comprendere le regole di un gioco che ormai non ricorda più e che in fondo non ha mai amato. Immaginatelo, però, farsi trascinare dall’entusiasmo altrui e quindi partecipare a modo suo: seguendo dalla sua sala stampa, privata e immaginaria, prendendo appunti e stilando le pagelle che seguono:

Spaccini SPA, “I BianchI” (1-2-1)

Di Sauro, A., 7, Sciorina tutta la personalità tra i pali, concedendosi più di un rischio.

Spaccini, E., 7.5, Se sta davanti fa gol. Se sta dietro, copre con efficacia e fornisce assist al bacio per Gozzo. Il migliore della sua squadra. Poliedrico.

Lettere, I., 6.5, “Gennaro Ivano” Lettere. Il più ruvido dei mediani, ci mette grinta e fisicità per una prestazione di sostanza.

Finetti, S., 6.5, Molte buone giocate in avvio di torneo, appare un po’ in calo verso la fine.

Gozzo, F., 7.5, Parte dietro, ma si esprime meglio come punta. Il gol su calcio d’angolo ricorda Roberto Carlos.

SamuFC . “I Colorati” (1-2-1)

Casini, F., 6.5, senza dubbio è più a suo agio tra i pali. Da difensore si diletta in lanci “alla Bonucci” molto interessanti.

Camera, M, 7, Uno dei grandi attesi, alterna periodi di buio a giocate champagne. Ma l’istinto allo spettacolo non gli fa mancare il gol.

Fabbri, R., 7, Parte in stato di grazia con una rovesciata da figurine panini. Poi amministra a dovere il suo lavoro a centrocampo e in porta.

Damilano, S. 8, La posizione da ala-tuttocampista gli si addice molto. Tanto pericoloso sui lati, quanto rapace sottoporta.

Cesarei, S. 7, Avrebbe voluto dare di più. Ma si sbatte e ha sempre i difensori addosso. Perché lo temono e lui si rende pericoloso dalla distanza.

LuciaTeam, “I Neri” (2-1-1)

Errico Verzé, F., 7,5, Qualche sbavatura non incrina una prestazione maiuscola. Senso della posizione eccellente.

Mura, B. 9, Un’ira di dio della fascia. Corre, si smarca, brucia i difensori. Senza di lei LuciaTeam ha tremato. Molto. Forza Benny! (9’ sp Rampa. L.)

Leo, D. 8, Quando è in ombra, la squadra non gira. Quando gli passano la palla sono sufficienti pochi tocchi per andare in porta. Il grande regista. (Gli perdoniamo l’autogol ndr.)

Lucia, A. 8, Il grande trascinatore della finale, spinge i suoi a suon di gol. Unico neo quel gol a cronometro fermo.

Zecchini, F. 7,5, Il carisma di Baresi. Tiene salde le redini del reparto arretrato che non si sfalda neanche davanti agli errori.

Rampa, L. 7,5, Ottimo controllo di palla e buoni movimenti davanti. Ha un po’ di pali sulla coscienza.

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