I colori del 2020

Bari, Napoli, Urbino. Alcune Scuole di Giornalismo in Italia non hanno nemmeno cominciato il biennio a causa della pandemia. La Walter Tobagi ha fatto appena in tempo, riuscendo a calendarizzare le prove orali per la selezione pochi giorni prima che venissero vietate sull’intero territorio nazionale.

Così il Master è partito a distanza dal primo giorno. Un inizio in salita soprattutto per gli studenti, ma facilitato dall’esperienza accumulata durante la chiusura del biennio scorso.

In effetti, gli orari in sé, non hanno subito grosse variazioni. Tutte le attività in programma prima dello scoppio della pandemia restano previste.

Va da sé che lo svolgimento vero e proprio sia stato rivoluzionato in maniera radicale, soprattutto per quanto riguarda le attività pratiche.

Nonostante ciò, sia docenti che studenti hanno saputo gestire al meglio le difficoltà imposte dalla distanza.

Molti gli esempi. Innanzitutto il primo numero di MM, il quindicinale cartaceo della Scuola che racconta il capoluogo meneghino agli studenti della Statale, è stato pubblicato il 12 dicembre scorso da redattori che a Milano non hanno mai nemmeno messo piede.

Ma anche il corpo docenti è riuscito a distinguersi. A insindacabile giudizio del gruppo Tv, la medaglia d’oro spetta a Tommaso Perfetti, il tecnico del montaggio in odore di santità. Collegato su Teams con 15 neofiti del settore – ognuno alle prese con un software di postproduzione video diverso – riesce tutto sommato a non rendere vane oltre tre ore di lezione. A fine giornata i video sono montati.

Guardandosi attorno con obiettività, forse è un miracolo se quest’anno accademico è iniziato senza troppi ritardi e tutto sommato senza troppe rinunce. Ma a distanza di due mesi, è chiaro a tutti che i miracoli non sono sufficienti a risolvere i problemi concreti: contratti d’affitto da onorare a vuoto nella città più cara d’Italia, la sensazione di star perdendo tante, forse troppe opportunità e il magone dell’incertezza. Per i problemi concreti c’è bisogno di scienza: se il 2020 ha portato con sé lo sciame pandemico del secolo, c’è da sperare che il 2021 verrà ricordato a posteriori per la campagna di vaccinazioni più efficace di sempre. Per il ritorno alla piatta normalità, insomma.

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